Come perdere il candidato migliore in 10 mosse
Dato che oggi la ricerca del lavoro è uno delle attività piu’ praticate le aziende hanno a disposizione un elevato numero di candidature attraverso il recruitment esterno o il canale diretto aziendale.
Spesso capita che il processo di selezione non sia facile e si corre il rischio di farsi scappare i profili migliori.
Ecco i 10 errori da evitare per non perdere i candidati piu’ validi:
- Avere fretta: il processo di selezione deve avere una giusta tempisitica e non essere troppo breve, come è noto a tutti la fretta è una cattiva consigliera . Dare all’attività un tempo adeguato che permetta di cercare attivamente e sviluppare un modello di competenze per attrarre le persone giuste.
- Effettuare una ricerca alla cieca: spesso si procede alla ricerca di nuove persone in concomitanza con problemi strutturali all’azienda non riuscendo poi però a trovare la persona adatta, soprattutto perche’ non si esamina in modo approfondito la situazione interna e le reali competenze di cui si ha bisogno per giovare alla gestione dell’impresa
- Lasciarsi sopraffare dal pregiudizio: essendo umani i selezionatori del personale si lasciando influenzare da criteri soggettivi di scelta a volte scegliendo profili fotocopia invece di applicare un procedimento oggettivo guardando al vero beneficio che un individuo con caratteristiche e competenze diverse potrebbe portare alla struttura aziendale.
- Focalizzarsi solo sull’esperienza: il passato non deve essere la discriminante principale del processo di selezione, soprattutto in un mercato come quello attuale fortemente in evoluzione. Porre attenzione alle competenze, cosa effettivamente il candidato e’ in grado di fare.
- Voler spendere poco: offrire un pacchetto retributivo poco interessante a candidati di valore preclude all’azienda la possibilità di attrarre professionisti piu’ bravi e porterà ad avere una cattiva reputazione come aziende poco disposte ad investire in capitale umano meritevole.
- Dare poca importanza all’impressione del candidato al primo incontro: ricordarsi sempre che i candidati “scrutinati” potrebbero essere anche dei potenziali professionisti e clienti che interagiranno con l’azienda in futuro quindi è essenziale curare l’approccio nei loro confronti, dall’appuntamento al feedback finale relativo alla selezione.
- Strutturare il processo di selezione in numerosi passaggi: un processo di recruiting che prevede che il candidato sia intervistato da diverse persone può rivelarsi una perdita di tempo e efficienza, è difficile avere l’unanimità di pareri in queste situazioni, e può apparire agli occhi del candidato come prassi ridicola e poco utile.
- Puntare tutto sul migliore: spesso un candidato che appare eccezionale nelle fasi iniziali può perdersi nel processo e se non si hanno alternative bisogna cominciare da capo con conseguenza perdita di tempo e risorse interne.
- Vendere l’ azienda come la migliore: è importante dare una buona presentazione dell’azienda ma senza strafare altrimenti sorgeranno problemi se le aspettative del candidato che avrà ricoperto la posizione non verranno soddisfatte.
- Con la firma il processo è concluso: la sottoscrizione del contratto non è la fine della selezione perché il candidato va seguito costantemente nella fase di inserimento aziendale per far si che non si senta abbandonato e frustrato e decida poi di lasciare il posto.
Adottando criterio e rigore al processo di selezione si potranno evitare questi errori e selezionare candidati validi di cui l’azienda potrà beneficiare nel lungo periodo.
La Redazione


